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Relazioni internazionali, cucina e fotografia (non necessariamente in quest'ordine)

Che ci azzecca Artemide arciera con la torta di compleanno?

Vi siete mai chiesti perché si festeggia il compleanno? E perché ci sono rituali che si ripetono nel giorno del genetliaco? Io sì 🙂
Arrivata alla vigilia del mio di genetliaco (ma ora che pubblico sarà già ora di festeggiare), mi sono posta queste domane..

non poteva essere che torta e candeline fossero consuetudini uscite dal nulla.
Ed infatti..
Oggi giorno tutti festeggiano il proprio compleanno, ma in passato non era così.
Nell’antichità il tema natale, l’ora della nascita, il posizionamento del sole, ecc. erano d’importanza solo per rappresentanti di un certo rango: principi, imperatori, faraoni e scià. Questi dati servivano infatti a sacerdoti ed astrologi (nel passato non erano poi figure così distinte, anche adesso in realtà.. ma questo è un altro discorso) per tracciare il destino e l’oroscopo del nascente. Dubito che qualcuno predicesse un destino infausto, ma il propiziarsi il favore delle stelle ha spinto donne a partorire in anticipo o a far perdurare il travaglio (ci giurerei che succede ancora oggi).

Sta di fatto che festeggiare il compleanno per tempo è stato un’esclusiva per le classi più nobili ed importanti.
Con l’arrivo del cristianesimo la pratica ha perso d’importanza in quanto considerata pagana. Mentre ha incominciato a prendere piede, a partire dal medioevo, la tradizione dell’onomastico. Fare festa cioè nel giorno in cui viene festeggiato il santo di cui si porta il nome; più per omaggiare lui/lei che non per ricevere regali. La tradizione dell’onomastico è tutt’oggi molto diffusa nel sud Italia, dove questo giorno ha dignità pari, se non superiore al compleanno.
Nel corso dei secoli i viaggiatori hanno raccontato dei fastosi compleanni di governanti in terre straniere. Racconti folkloristici che colpivano l’immaginazione anche perché considerati eventi molto eccentrici.
Con l’avvento di età più moderne si passa alla laicizzazione della società e la rivoluzione francese promuove l’anagrafe e l’istituzione dei certificati di nascita. Fino ad allora non era infatti raro imbattersi in persone che non fossero a conoscenza della propria data di nascita o della propria età.
Secondo lo storico francese J.C. Schmitt( “L’invenzione del compleanno”), la pratica della celebrazione del compleanno nasce nel 1802, ad opera di Johann Wolfang von Goethe. Nell’agosto di quell’anno lo scrittore tedesco volle infatti festeggiare degnamente il suo 53° compleanno.
Anche torta e candeline hanno una storia interessante.
Se i primi a festeggiare pare siano stai gli antichi egizi, i primi a preparare la torta sarebbero stati i persiani (abili pasticceri).

I greci, invece, hanno unito i due elementi nella celebrazione del compleanno di Artemide: dea del parto e della fertilità; divinità lunare rappresentata con il satellite stesso.
Per l’occasione, gli adepti del culto della dea preparavano una torta tonda e bianca (fatta di miele e farina) illuminata da candele. Proprio una piccola luna!

Nel corso del tempo l’usanza delle candele sulle torte si è mantenuta anche perché si credeva che tenessero lontane gli spiriti maligni.
Ed infatti spegnere le candele è l’ultima azione della festa.

Direi che adesso che ho chiarito i miei dubbi…
Non mi resta che festeggiare!

Cheers

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