saransa

Relazioni internazionali, cucina e fotografia (non necessariamente in quest'ordine)

Girl from Ipanema

E ci siamo…

dopo quattro anni di nuovo qui, con un pallone al centro, 22 uomini in campo ed un mondo ad osservare, tifare, gioire ed esultare.

Si gli occhi del mondo da domani saranno puntati sul Brasile.

Paese affascinante dai mille contrasti. O forse sono i mille contrasti a renderlo affascinante?

Ognuno di noi pensando al Brasile, o meglio proprio a Rio de Janeiro, ha un’immagine che salta alla mente, prima di tutte le altre: chi il Monte Corcovado, chi il carnevale, chi le spiagge di Ipanema e Copacabana, chi i ragazzini che giocano a calcio nelle favelas o la foresta Amazzonica.

Ma forse il pensiero che accomuna tutti quando si pensa al Brasile, è la felicità, la spensieratezza, la bellezza delle persone… e questa canzone

Lo ammetto, cado anchio in questi stereotipi.. ma quanto ci fanno sognare questi stereotipi?

Ma la realtà come al solito è ben diversa.

Bene, sta per iniziare la coppa del mondo.

Come sempre, questo tipo di eventi di portata mondiale, si aprono e portano con se un sacco di critiche, problematiche e più o meno grandi sabotaggi.

Questa volta però mi pare ci sia qualcosa di diverso. Le proteste, le critiche non sono state tanto quelle dall’esterno, dal cd “resto del mondo” che non condivide la scelta di questa sede per quest’edizione dell’evento. Quanto un dissenso  molto più interno.

Nessuno ha messo in discussione la scelta del paese carioca come sede dei mondiali 2014. Anzi sembrava una perfetta ciliegina sulla torta. Quale paese meglio rappresenta ed interpreta il calcio? Paese, tra l’altro che viene annoverato tra i cd BRICs, i nuovi paese emergenti.

Ma a quanto pare i brasiliani non la pensano proprio così.

Le prime manifestazioni, ed anche le più grandi, si sono svolte giá lo scorso anno proprio nel mese di giugno. Nel 2013 infatti si è svolta la Confederations Cup, una sorta di prova generale pre-mondiale, che ha aperto una quattro-anni di super eventi nel paese.

Esatto, quattro anni senza quasi tregua ed un susseguirsi: la suddetta Confederations Cup, la Giornata Mondiale della Gioventù (sempre nel 2013, a luglio), la Coppa del Mondo del 2014 (un qualche evento nel 2015 no?!) per concludersi con le Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016.

Se bisogna fare le cose, tanto vale farle in grande, giusto?!

Grandi finanziamenti, grandi stanziamenti, per cosa?

Infrastrutture, stadi, impianti sportivi in generale, adeguamento delle strutture turistiche ed alberghiere.

La popolazione non l’ha presa molto bene.

Le mobilitazioni non sembrano avere un leader e gli esperti di movimenti di massa, giá dallo corso anno, ritenevano sarebbero cresciute, in espansione, numero e sostenitori.

Come detto, il malumore si e cominciato ad avvertire un anno fa ed in effetti non si é mai fermato. Crescendo e continuando fino ad oggi con lo sciopero degli asistenti di volo.

I sostenitori hanno provenienze diverse e le motivazioni sono le piú disparate: l’aumento del costo dei trasporti pubblici, la demarcazione delle terre occupate dagli indigeni (sempre piú invase da contadini, allevatori e multinazionali), rivendicazioni sindacali (con scioperi di autisti di autobus, insegnanti, geologi, infermieri, guide museali, dei lavoratori della metropolitana fino a quello odierno).

Il governo ha risposto affermando quanto le singole rivendicazioni siano molto specifiche e che quindi non sono state influenzade dall’organizzazione dei Mondiali.

La realtá é sempre piú complessa e quest’evento ha sí avuto ripercussioni sulla popolazione.

Non si puó pensare di imbarcarsi in un’avventura del genere senza la popolazione

 

 

gli stadi ristrutturati su misura per i vip fanno pensare ai brasiliani di non essere stati invitati alla festa

 Natalia Viana

 

e senza pensare che questo palcoscenisco non venga sfruttato!!

Perché non sfruttare quindi questo momento di enorme visibilitá planetaria per farsi ascoltare dal governo e far pressione su questo?!

Una reazione del genere all’evento era immaginabile ed alquanto prevedibile.

Se, almeno, parte dei fondi stanziati per organizzare la manifestazione fossero stati investiti nel welfare, nella sanitá pubblica e nell’ediliza scolastica forse non saremmo a questo punto.

Non é un caso che le strade del paese si siano dipinte di murales contro il Mondiale.

 

need food

 

Panem et circenses dunque?

Forse, ma non sembrerebbe funzionare piú come una volta.

Brasilia ed i governi locali sono riusciti a pattuire delle pax calcistiche, ma cosa succederá poi?

Chi riuscirá a vedere nel cuore del Brasile quando tutti i potenti riflettori saranno spenti e si partirá per le agognate vacanze?

 

Io non lo so, ma in fondo..

sono solo una ragazza che sogna Ipanema.

 

brasil

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 12 giugno 2014 da in americhe, cucina straniera, eventi, mondo, sport, storia.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: